Risparmio: conti correnti al riparo dalla crisi. Ecco come funziona il Fondo interbancario
L'Italia ha provveduto oltre dieci anni fa ad istituire un fondo interbancario di tutela dei depositi sulla base della direttiva europea di qualche anno prima che prevede un livello minimo di garanzia di 20.000 euro per singolo depositante.
Soglia finora in vigore in Germania e tolta ieri dalla cancelliera Merkel per rassicurare i risparmiatori tedeschi.
Il legislatore italiano ha recepito il provvedimento europeo con il Dl del 4 dicembre 1996 n. 659, in cui si prevede che ''il limite massimo di rimborso, richiamato dallo Statuto del Fondo interbancario di tutela dei depositi, non può essere inferiore a 103.291,38 Euro, per depositante''.
Il Fondo garantisce, nei limiti previsti dallo Statuto, i depositanti delle banche italiane, delle succursali di queste negli altri paesi comunitari, nonchè delle succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie consorziate.
Lo Statuto del Fondo comprende nella protezione offerta ai depositanti i crediti relativi ai fondi acquisiti dalle banche con obbligo di restituzione, in euro e in valuta, sotto forma di depositi o sotto altra forma, nonchè gli assegni circolari e i titoli ad essi assimilabili.
Sono ammessi al rimborso i crediti che possono essere fatti valere nei confronti della banca in liquidazione coatta amministrativa, secondo quanto previsto dalle norme dettate in materia di liquidazione coatta amministrativa.
Sono escluse dalla protezione alcune fattispecie, tra le quali: i depositi e gli altri fondi rimborsabili al portatore; le obbligazioni e i crediti derivanti da accettazioni, pagherò cambiari e operazioni in titoli; il capitale sociale, le riserve e gli altri elementi patrimoniali della banca; i depositi riconducibili ad operazioni per le quali sia intervenuta una condanna per i reati previsti negli artt. 648-bis e 648-ter del codice penale (reati di riciclaggio e di impiego di denaro di provenienza illecita).
COME FUNZIONA
Tecnicamente il fondo interviene dopo la dichiarazione di insolvenza della banca e a seguito di un'autorizzazione della Banca d'Italia.
Entro tre mesi dalla data del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa vengono rimborsati i depositi fino ad un massimo di 20.000 euro a depositante.
Il termine può salire a 9 mesi se Bankitalia riconosce circostanze eccezionali. Il resto viene liquidato con modalità legate ai riparti di liquidazione e dunque con tempistiche che possono essere lunghe.
L'ammontare delle risorse che le consorziate si impegnano a somministrare complessivamente al Fondo per gli interventi è stabilito dall'assemblea in misura compresa fra lo 0,4 e lo 0,8 per cento dei fondi rimborsabili di tutte le consorziate alla data del 30 giugno dell'anno precedente.
QUALCHE CURIOSITA'
Se il conto è contestato?
La garanzia offerta dal Fondo interbancario di tutela dei depositi è per depositante, non per deposito.
Questo significa che se il conto è contestato fra due persone, il livello massimo previsto dalla legge (i 103.291,38 euro) vale per ciascun titolare del conto e si raddoppia.
- Se la banca fallisce, che ne è di titoli e fondi comuni?
A differenza dei soldi depositati sul conto corrente, i titoli non sono un credito nei confronti delle banche, ma sono di proprietà dell'investitore.
In caso di crac della banca, quindi, non rientrano nella tutela offerta dal fondo, ma dovrebbero essere restituiti dall'emittente.
Stesso discorso per i fondi comuni, anche se in questo caso qualche problema in più potrebbe sorgere se la banca fallita agisca come depositaria del patrimonio della Sicav (Società di investimento a capitale variabile). Le Sicav, infatti, non possono usufruire del fondo di garanzia per recuperare le somme depositate.
- Se ho investito tramite una Sim?
Se fallisce una Sim (Società di intermediazione mobiliare autorizzata dalla Consob a svolgere servizi di investimento), interviene il fondo nazionale di garanzia, che risarcisce fino a un massimo di 20.000 euro.
06 / 10 / 2008