Risparmio tradito: Alitalia, il titolo dice addio alla Borsa. Cosa possono fare azionisti e obbligazionisti Società scorporata in due, polpa da una parte e debito dall'altra, e il titolo Alitalia dice addio a Piazza Affari.
Dal lunedì prossimo 26 gennaio Borsa italiana farà scattare la revoca della quotazione delle azioni ordinarie e delle obbligazioni convertibili Alitalia.
Tutto ampiamente previsto, anche perchè le azioni erano state sospese dalle contrattazioni lo scorso quattro giugno.
Ma che succede adesso agli investitori che si trovano in portafoglio questi titoli?
Diciamo subito che le speranze sono ben poche.
Secondo il decreto Alitalia i piccoli azionisti e obbligazionisti potranno attingere per i rimborsi dai fondi ricavati dai cosiddetti conti dormienti, cioè i conti non movimentati da più di dieci anni che Palazzo Chigi aveva deciso di utilizzare per il rimborso delle vittime dei crack finanziari.
Nelle stime del governo due miliardi di euro, scesi a 800 milioni dopo che molti dormienti si sono risvegliati in extremis. Per farla breve, 800 milioni per rimborsare le vittime dei crack Cirio e Parmalat e per Alitalia.
COME FUNZIONA IL RIMBORSO
Ecco l’analisi di Franco Vecchi, presidente dell'associazione nazionale azionisti e obbligazionisti Alitalia.
"La decisione di Borsa italiana di cancellare dal listino il titolo Alitalia non cambia nulla per gli azionisti".
“Gli azionisti non devono aspettare altro che maturino gli eventi e che venga attivato il fondo creato con i cosiddetti conti dormienti.
Che poi i soldi siano sufficienti a rimborsare anche gli azionisti, gli ultimi ad avere diritto al rimborso, la vedo molto difficile.
I primi ad essere rimborsati saranno i crediti dello Stato, poi ci sono i dipendenti, poi le banche, dopo gli obbligazionisti, poi vengono i fornitori e solo per ultimi gli azionisti.
Dunque per gli azionisti le possibilità di rivedere qualche euro sono quasi nulle.
Gli obbligazionisti hanno qualche piccola possibilità in più, ma io non sarei molto ottimista nemmeno per loro.
L’ITER DI RIMBORSO
Lo scorso 17 novembre è scaduto il termine di presentazione delle domande di "ammissione al passivo" di Alitalia per tutti i creditori della ex compagnia di bandiera, fra cui i possessori delle obbligazioni convertibili Alitalia, i cosiddetti "Mengozzi bond".
L'avvocato Gianfranco Graziadei, rappresentante comune degli obbligazionisti Alitalia , ha presentato domanda di ammissione al passivo per conto sia dei piccoli obbligazionisti, che detengono bond per circa 270 milioni, sia del Ministero dell'Economia, possessore di circa il 62% dei bond convertibili, circa 445 milioni.
Per i possessori di bond, rappresentati dall'avvocato Graziadei, bisognerà attendere il prossimo 21 ottobre, data in cui è stata fissata l'udienza del procedimento fallimentare.
22 / 01 / 2009
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