Rivoluzione nella scuola: il Decreto Gelmini è legge. Via a Maestro unico e nuovo tempo pieno La riforma Gelmini approvata dal Senato introduce una serie di novità: a partire dalle più pubblicizzate, il grembiulino obbligatorio alle elementari, la reintroduzione del voto in condotta e dei voti in decimi e il ritorno al maestro unico.
Ma il decreto legge 137/2008 si accompagna alle misure previste nel dl 112, collegato alla Finanziaria, prevede anche forti tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio puntano a far risparmiare alle casse dello stato 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente praticamente in tutti gli ordini di scuole.
I tagli non risparmieranno nemmeno gli Ata (personale non docente), il cui organico complessivo verrà abbattuto del 17 per cento: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente.
Il perno della modifica riguarda la riduzione a 24 ore del modello base d'insegnamento alla primaria: un ritorno al passato che permetterà l'attivazione del maestro unico e l'abbandono, dopo alcuni decenni di sperimentazione, del modulo basato su tre maestri per due classi.
La soppressione di "mezzo" docente per classe permetterà così alle ex elementari di dare il proprio contributo ai tagli sottraendo a fine manovra, rispetto all'attuale organico, tra i 20 e i 30mila posti.
Il tempo pieno verrà confermato e rafforzato: su richiesta delle famiglie, infatti, le scuole potranno predisporre classi a tempo prolungato (27-30 ore) o pieno (40 ore), ma i maestri disposti a svolgere ore in più saranno retribuiti attraverso il cosiddetto fondo d'istituto scolastico.
In pratica le eventuali ore aggiuntive svolte dal maestro unico saranno, almeno per questa prima fase transitoria, retribuite con il fondo di istituto di ogni singola scuola che il Miur provvederà a finanziare anche in base alle specifiche necessità.
Nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado la bocciatura degli alunni dovrà non solo essere decisa all'unanimità dal consiglio di classe, ma anche essere collocata nei casi di eccezionalità e "comprovati da specifica motivazione".
La singola valutazione, relativa ad ogni materia o (come alle elementari) gruppo di materie, non sarà inoltre assegnata dal singolo docente, ma sempre e comunque "assunta a maggioranza dal consiglio di classe".
La battaglia degli specializzandi Ssis ha avuto un esito positivo: gli oltre 12mila studenti che stanno terminando il IX ciclo formativo presso le università verranno inseriti nelle graduatorie ad esaurimento non più in coda, come previsto dalla prima bozza, ma "nella posizione spettante in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti".
Lo stesso trattamento, di equiparazione dei nuovi iscritti agli oltre 300mila precari già inserite nelle graduatorie, varrà concesso anche i docenti che stanno conseguendo l'abilitazione all'insegnamento di materie musicali.
Chi s i sta formando per diventare maestro di scuola d'infanzia e primaria sarà inserito con riserva e, una volta acquisito il titolo, sarà collocato nelle graduatorie sempre sulla base del punteggio derivante dal voto finale del corso, dei titoli di studio e dall'eventuale servizio già svolto.
Le nuove edizioni dei libri di testo scolastici si adotteranno differentemente a seconda del ciclo di studi: alla primaria la cadenza di rinnovamento dei testi sarà quinquennale, come già previsto nella bozza iniziale del dl, mentre nella scuola secondaria di primo e secondo grado la cadenza diventa di sei anni.
Permane la possibilità, per i docenti e le case editrici, di adottare nuove edizioni di testi qualora siano subentrate, anche prima dei termini stabiliti, "eventuali appendici di aggiornamento".
29 / 10 / 2008
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