Scuola: con la riforma il nuovo anno porterà 25.600 posti in meno Si comincia a delineare l'entità dei tagli che il governo produrrà nella scuola a partire dal prossimo 1° settembre: a seguito dell'entrata in vigore della riforma secondaria, che porterà dei nuovi corsi con meno ore settimanali di lezione, ma anche l'opera di dimensionamento degli istituti, con i più piccoli che verranno eliminati o assorbiti dai maggiori, e l'innalzamento del rapporto alunni-classi, l'amministrazione produrrà una riduzione complessiva di organico di 25.600 unità.
La manovra, che attua quanto previsto nell'art. 64 della legge 133/2008, è stata confermata dai dirigenti del ministero dell'Istruzione ai sindacati di comparto durante l'ultimo incontro a viale Trastevere.
E quest'ultimi non l'hanno presa bene: soprattutto perché, hanno fatto notare le organizzazioni sindacali, nella stessa riunione è stato confermato che complessivamente l'andamento degli alunni si tradurrà in un incremento di circa 7.700 unità.
Per il prossimo anno scolastico, nelle scuola primaria il Miur ha quantificato un incremento complessivo, su tutto il territorio nazionale, di 14.800 bambini; nella scuola secondaria di 1° grado l'aumento sarà di 10.000 alunni; in calo, invece, gli iscritti in quella secondaria di 2° grado, dove si prevede un decremento di 17.000 studenti.
Secondo la Uil Scuola non ci si può fermare però ai `freddi' numeri: "Un problema straordinario come questo - si legge in una nota redatta dal sindacato guidato da Massimo Di Menna - non può essere affrontato e gestito con sistemi e strumenti tradizionali: bisogna agire sull'istituzione di un organico funzionale, per un uso flessibile delle risorse professionali che potranno derivare da situazioni di esubero".
"E soprattutto - continua il sindacato - bisogna partire dalle esigenze di funzionamento delle singole istituzioni scolastiche, verificando scuola per scuola eventuali situazioni di criticità legate al numero degli alunni per classe a alla nomina dei supplenti. E' su questi aspetti che valuteremo la capacità dell'amministrazione di gestire tutta la fase di determinazione degli organici rispettando l'esigenza di funzionalità delle scuole".
Critiche all'operato dell'amministrazione, ancora più forti sono arrivate dalla Flc-Cgil: "Gli effetti di questa nuova tranche di tagli - ha scritto il sindacato di via Leopoldo Serra - sono già noti: meno scuola, meno qualità, meno sicurezza per effetto dell'aumento degli alunni per classe, più docenti che perderanno la propria sede di lavoro, più personale precario che non lavorerà il prossimo anno scolastico".
01 / 03 / 2010
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