Scuola: ecco la scheda dei prof italiani. Over 50 e malpagati. Divario enorme rispetto all’Ue Alla luce della nuova bufera che si è aperta sulla scuola italiana, facciamo un quadro della situazione della scuola pubblica italiana, sui suoi professori e sulle differenze che ci sono con gli altri paesi europei.
Per esaminare la situazione adottiamo l’ultima indagine internazionale realizzata dall'Ocse sul comparto scuola, la Teaching and Learning International Survey (Talis).
Il report ha coinvolto ben 70mila tra docenti e presidi di 23 paesi (Australia, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Irlanda, Islanda, Lituania, Malesia, Malta, Messico, Norvegia, Paesi-Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica della Corea, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Turchia, Ungheria).
Come è facile immaginare, l’Italia non fa una bella figura.
Dall’indagine emerge che l'Italia ha la forza lavoro più anziana tra i paesi esaminati: il 52% degli insegnati di scuola italiani è ultra 50enne e solo un 3% è under 30, laddove nella media internazionale la quota di docenti giovani è cinque volte tanto.
E potrebbe andare peggio: secondo le indicazioni del Miur, infatti, la tendenza è sempre più verso l'invecchiamento: a quanto risulta a viale Trastevere il 54,5% dei docenti statali ha un'età anagrafica over 50.
Altro dato inferiore alla media riguarda l’aggiornamento professionale: per l’Ocse in Italia solo l’85%, contro l’89%, dei docenti dichiara di aver partecipato a attività di sviluppo professionale negli ultimi 18 mesi.
La scarsità di aggiornamento figurerebbe soprattutto tra i docenti più avanti negli anni: nella Penisola gli insegnanti sotto i 40 anni hanno passato il doppio del tempo sulla loro stessa formazione rispetto ai loro colleghi over 50. In controtendenza i dati della scuola pubblica italiana: dall'indagine risulta che in queste scuole vengono dedicati 14 giorni in più ad attività di formazione sviluppo professionale rispetto alla scuola pubblica.
Il livello meno gratificante per gli insegnanti arriva però dalla busta paga: le retribuzioni dei prof. al netto sono mediamente ferme a 1.400 euro netti al mese. Nettamente inferiori alle medie dei paesi equivalenti. Non parliamo poi dei big europei, in Germania, infatti un insegnate arriva a guadagnare 15mila euro lordi in più l'anno.
In un dato però i prof italiani non sono secondi a nessuno: secondo l'Ocse, in Italia si registra uno dei livelli più elevati di soddisfazione degli insegnati sul proprio lavoro, pari al 95%, mentre è ancora più elevata la quota di quelli che giudica positivamente la propria efficacia nell'insegnare (98%). 28 / 02 / 2011
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