Scuola: la riforma della secondaria. A rischio 7mila professori Sarebbero almeno 7mila le cattedre di insegnamento nella scuola secondaria superiore ad essere 'spazzate' già dal prossimo primo settembre per effetto dell'attuazione della riforma secondaria della scuola superiore approvata nella scorsa settimana in seconda lettura dal Consiglio dei ministri: il calcolo è stato realizzato dalla rivista specializzata 'Tuttoscuola', che evidenzia come per raggiungere l'alto numero di tagli il Miur sia stato costretto ad attuare le riduzioni di orario settimanale anche alle classi II, III e IV degli istituti tecnici e professionali.
Questa soluzione è stata resa necessaria dopo che gli organi consultati dal ministero dell'Istruzione (Cnpi, Conferenza Stato-Regioni Consiglio di Stato e commissioni parlamentari, oltre che i sindacati) hanno tutti indicato la precisa esigenza di introdurre la riforma solo a partire dal primo anno e non subito applicandola al biennio iniziale.
"Per non incorrere nella clausola di salvaguardia - scrive Tuttoscuola - il Miur ha dovuto trovare altre risorse a compensazione e lo ha fatto riducendo gli orari delle classi successive alla prima (quinte escluse) per i tecnici e l'orario delle seconde e terze per i professionali (i licei sono salvi), con effetto immediato da settembre".
La prospettiva è che quasi 24mila classi dei tecnici passeranno dall'attuale orario medio settimanale di 36 ore a 32 ore, con "una conseguente riduzione di docenza pari a circa 5.300 posti di docente (senza contare anche i 400-500 posti di insegnanti tecnico-pratici)".
Ai professionali, invece, verranno sottratte 10.800 classi: "per le seconde - scrive ancora Tuttoscuola - si passerà dall'orario medio settimanale di 36 ore a 32, per le terze da 36 a 34 ore. La conseguente riduzione d'orario dovrebbe determinare un minor fabbisogno di docenza pari a circa 1.800 posti (senza contare anche un centinaio di posti di insegnanti tecnico-pratici 'a registro')".
Complessivamente, quindi, le cattedre nelle classi intermedie degli istituti tecnici e professionali si ridurranno di circa 7.700 unità: la proiezione, "da verificare con le determinazioni - conclude la rivista specializzata - dei nuovi organici che il Miur si prepara a definire per il prossimo anno scolastico", dovrebbe avere effetto diretto principalmente sul personale precario.
Per gli insegnanti di ruolo che dovessero andare in sovrannumero, invece, si prospettano corsi di riconversione per essere abilitati in altre tipologie di docenza (tra cui quella del sostegno ai ragazzi disabili) o utilizzazioni intercompartimentali (si parla con insistenza del ministero dei Beni culturali).
09 / 02 / 2010
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