Scuola: per i precari arriva l’indennità di disoccupazione. Ecco come funziona Dal Governo arriva una buona notizia per i precari della scuola: i docenti che quest'anno rimarranno a casa potranno infatti richiedere allo Stato l'indennità di disoccupazione, avranno un 'accesso preferenziale' a supplenze brevi e progetti scolastici speciali (sostegno agli studenti in difficoltà, lotta alla dispersione scolastica) e potranno essere inseriti in iniziative integrative organizzate dalle singole Regioni.
È quanto prevede la misura messa a punto da Miur, Ministero del Welfare e Inps, e annunciata dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. La proposta sarà discussa nel prossimo Cdm e verrà inserita in un decreto legge ad hoc.
ECCO COME FUNZIONA
Secondo la bozza le istituzioni scolastiche offriranno prioritariamente agli insegnanti precari (abilitati, iscritti nelle graduatorie ad esaurimento e che hanno avuto solo supplenze annuali nello scorso anno scolastico 2008/2009) tutte le occasioni di supplenze brevi, in modo che abbiano il maggior numero di rapporti di lavoro possibili.
Chi dovesse accettare tutte le supplenze avrà diritto al punteggio per l'intero anno di servizio nelle graduatorie ad esaurimento.
D'altra parte per chi rimarrà senza lavoro è pronta l'indennità di disoccupazione statale con requisiti ordinari, che è di 8 mesi o di 12 per chi ha superato i 50 anni di età.
Il trattamento si interrompe quando il lavoratore ha un nuovo lavoro; rifiuta di essere avviato ad un progetto individuale di reinserimento nel mercato del lavoro; non accetta l'offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo non inferiore al 20% rispetto a quello delle mansioni di provenienza; non accetta di essere impiegato in opere e servizi di pubblica utilità.
In base ad un accordo con l'Inps, si gestirà poi autonomamente l'attivazione e la cessazione dell'indennità di disoccupazione: tramite una procedura automatica le singole scuole comunicheranno la temporanea assunzione o il rifiuto immotivato della supplenza da parte del precario, senza che questi debba recarsi all'Inps o ai centri per l'impiego.
Saranno le istituzioni scolastiche a versare all'Inps la contribuzione contro la disoccupazione involontaria di insegnanti e Ata precari.
Infine la bozza prevede delle singole convenzioni con le Regioni per coinvolgere gli insegnanti precari in progetti di rafforzamento dell'offerta formativa, da finanziare con piani Pon e Por.
03 / 09 / 2009
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