Statali: via alla riforma Brunetta. Ecco tutte le novità Approvazione definitiva, in consiglio dei ministri, per il decreto legislativo di attuazione della Legge Brunetta di riforma della Pubblica Amministrazione.
La riforma garantisce una migliore organizzazione del lavoro pubblico, assicura il progressivo miglioramento della qualita' delle prestazioni erogate al pubblico, ottiene adeguati livelli di produttivita' del lavoro pubblico e riconosce finalmente i meriti e i demeriti dei dirigenti pubblici e del personale.
La riforma coinvolge tutte le amministrazioni pubbliche ed è stata ampiamente condivisa dalle autonomie territoriali. L'asse della riforma è l'attribuzione selettiva degli incentivi economici e di carriera, in modo da premiare i capaci e i meritevoli, invertendo la generale tendenza alla distribuzione a pioggia dei benefici che da decenni si verifica nella pubblica amministrazione.
Il decreto fissa in materia una serie di principi nuovi: non più di un quarto dei dipendenti di ciascuna amministrazione potra' beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima prevista dal contratto, non piu' della meta' potra' goderne in misura ridotta al cinquanta per cento, mentre ai lavoratori meno meritevoli non sara' corrisposto alcun incentivo. La distribuzione tra le varie fasce puo' essere derogata dalla contrattazione collettiva integrativa entro limiti predeterminati.
Inoltre vengono previste forme di incentivazione aggiuntive per le performances di eccellenza e per i progetti innovativi; criteri meritocratici per le progressioni economiche; l'accesso dei dipendenti migliori a percorsi di alta formazione.
Per rafforzare la cultura della valutazione e della trasparenza nelle Amministrazioni si istituiscono una apposita Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrita' e Organismi indipendenti di valutazione, in ciascuna amministrazione.
La Commissione predisporra' ogni anno una graduatoria di performance delle singole amministrazioni statali in base alla quale la contrattazione collettiva nazionale ripartira' le risorse premiando le migliori strutture e alimentando una sana competizione.
Vengono infine fissate nuove procedure per l'accesso alla dirigenza: in particolare, si prevede che l'accesso alla qualifica di dirigente di prima fascia nelle amministrazioni statali e negli enti pubblici non economici avviene per concorso pubblico per titoli ed esami, indetto dalle singole amministrazioni per il cinquanta per cento dei posti disponibili annualmente, e che i vincitori del concorso saranno tenuti a compiere un periodo di formazione presso uffici amministrativi di uno Stato dell'Unione europea o di un organismo comunitario o internazionale.
09 / 10 / 2009
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