Tasse: addizionali Irpef, per i lavoratori nuova stangata. Nel Lazio il conto più salato A pagare siamo sempre noi. Con l’approvazione del Federalismo municipale arriva nelle mani dei Comuni italiani anche la possibilità di aumentare l'addizionale Irpef, da subito.
L’incremento sarà possibile nelle amministrazioni dove oggi si applica un'aliquota inferiore al 4 per mille.
I comuni in questa condizione possono introdurre aumenti massimi del 2 per mille, senza però superare il 4 per mille che rappresenta il nuovo tetto di riferimento.
Per chi già oggi è a questo livello, oppure ne ha raggiunto uno superiore (il massimo di legge è l'8 per mille, con l'eccezione di Roma che applica il 9 per mille grazie alle norme sulla Capitale) non c'è nessuna possibilità di intervento.
In pratica, nella prima fase potrebbero agire 3.543 comuni, poco meno del 44% del totale: 3.078 potrebbero introdurre un aumento fino al 2 per mille, gli altri 465 non potrebbero andare oltre l'uno per mille (o frazioni di punto se oggi si applica, per esempio, un'aliquota del 3,5 per mille).
Tradotto in cifre: chi oggi non paga nulla (per esempio a Venezia o a Brescia) si potrà veder chiedere quest'anno 100 euro se ha un reddito di 50mila euro, e 200 euro se ne denuncia 100mila. Chi abita in un comune che oggi chiede l'uno per mille potrebbe subire un rincaro del 200% nel fisco locale mentre, da Lodi a Como, da Pisa a Pordenone, oggi versa il due per mille rischia un raddoppio nel conto delle addizionali. Rincari più contenuti, invece, pendono sui conti di chi abita in un comune che si attesta oggi fra il 3 e il 4 per mille.
In base ai calcoli della Uil gli aumenti più rilevanti si potrebbero registrare in 4 Regioni: Lazio, Molise, Campania e Calabria, quelle cioè che hanno un extra-deficit sanitario.
In base ai conteggi del Sindacato, prendendo a riferimento un reddito imponibile annuo di 26 mila euro per un lavoratore dipendente (in busta paga 1.500 euro mensili netti per 13 mensilità) l’aggravio per i lavoratori sarà nel 2011 ad oltre 150 euro a contribuente.
Nello specifico - spiega il segretario confederale Guglielmo Loy - i 156 euro (78 euro per il saldo 2010 e 78 euro per l`acconto 2011) si aggiungono ai 364 euro già versati nel 2010.
Il prelievo complessivo è, quindi, di 520 euro pro capite. Ciò deriva dal fatto che in queste regioni a partire dal 2010 l`aliquota Irpef regionale è fissata all`1,7% (lo 0,3% in più dell`aliquota massima fissata per le restanti regioni).
Nel Lazio, gli aumenti porteranno nelle casse regionali oltre 224 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno (+21,9%); in Campania 133 milioni di euro (+22,3%); in Calabria 44 milioni di euro (+22,9%); e in Molise 8,6 milioni di euro (+21,9%). Conto più salato per chi abita a Roma: gli abitanti della capitale dovranno pagare altri 234 euro di Irpef comunale (+104 euro rispetto al 2010) derivanti dall`aumento dell'addizionale comunale Irpef che, per il 2011, è fissata allo 0,9%. 08 / 03 / 2011
Pagine correlate Tasse
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Tasse: addizionali Irpef, per i lavoratori nuova stangata. Nel Lazio il conto più salato '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Finanzautile scrivere all'indirizzo email RICCARDOCAPANNELLI@libero.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Tasse Fisco Economia
Segnala un sito/link di approfondimento
|