Tasse: con l’Imu stangata per artigiani ed aziende. Aumento annuo di 1.500 euro Brutte notizie per chi fa impresa. In base ai calcoli della CGIA di Mestre nel 2012 le aziende italiane pagheranno complessivamente 1,57 miliardi di euro in più di tasse a causa dell’auemnto dellICI-IMU. Questo si tradurrà in una vera stangata che potrebbe arrivare a circa 1.500 euro all’anno. Secondo quanto previsto dalla nuova normativa, l’Imu, a partire dal 2012, graverà sulle prime case, assorbirà l’Ici e l’Irpef sui redditi fondiari delle seconde case e sostituirà l’Ici sugli immobili strumentali (vale a dire i negozi commerciali, i laboratori artigianali, gli uffici e i capannoni industriali).
Alla luce di questo cambiamento legislativo, la CGIA ha svolto una simulazione per capire quale sarà l’eventuale aumento/diminuzione delle tasse in capo alle imprese proprietarie degli immobili dove vengono svolte le attività imprenditoriali.
Per il confronto si è ipotizzato che nel 2012 l’aliquota Imu - applicata agli uffici, ai negozi commerciali o ai capannoni produttivi presenti su tutto il territorio nazionale – sarà del 7,6 per mille (cosi come previsto dal decreto sul federalismo fiscale ).
Per l’Ici, invece, si è deciso di far ricorso all’aliquota media nazionale applicata dai Comuni nel 2009: ovvero il 6,4 per mille. Inoltre, si è tenuto conto anche della rivalutazione dei coefficienti moltiplicatori che verranno applicati alle rendite catastali che, per effetto del decreto “salva-Italia”, sono passati da 34 a 55 per i negozi e le botteghe, da 50 a 80 per gli uffici e gli studi privati, da 100 a 160 per i laboratori artigianali e da 50 a 60 per i capannoni industriali e gli alberghi.
Prendendo in considerazione solo gli immobili produttivi di proprietà delle aziende - anche se tra quelli di proprietà delle persone fisiche ci sono molti piccoli imprenditori artigiani, commercianti o liberi professionisti – l’applicazione dell’Imu, rispetto alla situazione odierna, darà luogo ad un aggravio della tassazione su questi immobili per un valore complessivo di 1,57 miliardi di € (pari ad un aumento medio per ciascuna azienda di 1.159 € l’anno), così suddiviso: 219,5 milioni di € in capo ai negozianti (aumento pro azienda pari a 569 €); 262 milioni di euro tra i liberi professionisti (+949 € per ciascun proprietario); 1,09 miliardi di euro tra gli industriali e gli artigiani (incremento annuo per ciascun imprenditore pari a 1.566 €). 19 / 12 / 2011
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