Tasse: Ocse, italiani “tartassati”. Che novità
Non serviva certo che l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) evidenziasse che l'Italia è il Paese dove l'imposizione fiscale è cresciuta di più nel 2006. Lo sapevamo già.
Il nostro “portafoglio” si era già accorto che qualcosa non andava: guardando i numeri del 2006 l'incremento della pressione fiscale è stato dell'1,7%, passando dal 41% del 2005 al 42,7% in rapporto al Pil.
L'Ocse evidenzia come il carico fiscale dei 30 Paesi membri, dopo una breve parentesi tra il 2001 e il 2004, sia tornato a crescere negli ultimi anni raggiungendo i livelli record del 2000.
Nel 2005, ultimo anno in cui si hanno i dati completi, il carico fiscale nei Paesi Ocse è stato del 36,2% contro il 35,5% del 2004.
NON SIAMO SOLI
Nel 2006 il peso del fisco è cresciuto in tutti i maggiori Stati, dal Giappone (27,4% del Pil), alla Germania (35,7%), dal Regno Unito (37,4%) agli Stati Uniti (28,2%), alla Francia (44,5%), mentre è sceso in undici paesi, tra cui Lussemburgo, Nuova Zelanda e Slovacchia.
La pressione fiscale italiana resta dunque tra le più alte, ma in Europa c’è chi sta peggio di noi: 49% in Danimarca, il 44,8% in Belgio, il 44,5% in Francia, il 43,6% in Norvegia e il 43,5% in Finlandia.