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TFR: avete fatto la vostra scelta? Mancano pochi giorni alla fatidica data del 30 giugno entro la quale i dipendenti privati dovranno scegliere se lasciare il proprio Tfr ancora da maturare in azienda o conferirlo alla previdenza complementare; numeri alla mano 3 lavoratori su 4 devono ancora decidere.
Vediamo insieme di fare chiarezza su quali siano le opzioni a nostra disposizione.
Possiamo decidere in maniera esplicita di lasciare il Tfr in azienda o di trasferirlo ad una forma pensionistica complementare. Se non comunichiamo alcuna scelta, scatta il principio del silenzio-assenso e il Tfr maturando viene trasferito al fondo della propria categoria lavorativa (fondo negoziale). Ricordiamoci che le scelte esplicite si comunicano compilando un apposito modulo che il datore di lavoro ci deve consegnare (dovrebbe già essere in nostro possesso, se non è così RICHIEDETELO). Voglio ricordarvi che se fate parte di un’azienda con oltre 50 dipendenti, il Vostro datore di lavoro verserà il Tfr di chi non si avvale della previdenza complementare presso un apposito fondo Inps.
Se decidiamo di lasciare il Tfr in azienda non cambia nulla. Quando andremo in pensione (se ci andremo; SCUSATE, vena polemica) riceveremo l'intera liquidazione e ogni mese la pensione pubblica. Se scegliamo la previdenza complementare le cose sono leggermente diverse: al momento del pensionamento ritireremo solo il 50% della nostra liquidazione. Il restante 50% sarà dilazionato in aggiunta alla pensione pubblica sotto forma di assegni mensili. Il diritto alla rendita matura al momento del pensionamento con almeno 5 anni di contributi versati. Chi si avvale della previdenza complementare può chiedere un anticipo sulla liquidazione per gli stessi motivi accettati dalla previdenza pubblica. In caso di morte prima del pensionamento, l'intera posizione maturata da un lavoratore che si avvale della previdenza complementare è riscattata dagli eredi.
Voglio ricordarVi che se sceglierete di conferisce il Tfr alla previdenza complementare della propria categoria lavorativa (fondi chiusi o negoziali) oltre a versare il Vostro contributo avrete diritto ad un ulteriore versamento dell'azienda stabilito dal contratto di lavoro collettivo(CONTROLLATE).
Ora qualche accorgimento sui rendimenti.
L’investimento nella previdenza complementare è legato a variabili del mercato e potrebbe avere rendimenti MOLTO più alti rispetto alla previdenza pubblica.Sicuramente un notevole vantaggio si avrà dalla tassazione dei rendimenti. Attualmente (del futuro non c’è certezza, i Governi cambiano) se decidiamo di lasciare il nostro Tfr in azienda la liquidazione sarà tassata al minimo al 23%. Il Tfr versato alla previdenza complementare sarà tassata al 15% con meccanismo di riduzione. Una medesima aliquota del 15% è prevista per gli assegni mensili della pensione integrativa. Una bella differenza.
ULTIMO ACCORGIMENTO MA NON DA SOTTOVALUTARE
Se decidiamo di lasciare il Tfr in azienda possiamo cambiare idea in qualsiasi momento e passare alla previdenza complementare. Se decidiamo invece di passare alla complementare non possiamo più tornare in azienda ma possiamo cambiare fondo se non saremo soddisfatti dopo due anni dalla scelta.
16 luglio 2007
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