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Tutti pazzi per Unicredit-Capitalia, MA nessuno parla di esuberi


Gli azionisti hanno detto sì. Dalla fusione tra Unicredit e Capitalia nasce un gruppo bancario da oltre 80 miliardi di euro di capitalizzazione, il primo della zona euro. Manca ancora il via libera dell’Antitrust e dell’Isvap e poi, dal 1° ottobre, la fusione sarà effettiva. L'operazione crea il primo istituto di credito in Italia e il quarto in Europa per capitalizzazione. Dalla stampa e Tv solo giudizi positivi, MA nessuno ha affrontato il problema esuberi.

Problema penso molto rilevante

La fusione fra i due istituti bancari va a formare un gruppo da 170mila dipendenti nel quale però Milano vanta la guida operativa mentre in via del Corso resterà la sede legale con pesanti effetti sul personale romano. Sulle cifre ancora non ci sono numeri definitivi ma secondo quanto emerso dagli incontri fra i dirigenti di Unicredit e Capitalia con le organizzazioni sindacali gli esuberi dovrebbero essere oltre cinquemila.

Cesare Geronzi, però, tranquillizza: "Sugli esuberi non ci saranno grossi problemi", dice il presidente di Capitalia, prevedendo "uno straordinario futuro" nel gruppo Unicredit. Della questione non ha invece voluto parlare l'amministratore delegato, Alessandro Profumo, durante il concomitante appuntamento con i soci a Genova. Profumo ha tuttavia spiegato che le valutazioni sugli esodi da realizzare saranno fatte a livello di gruppo e non riguarderanno necessariamente l'istituto capitolino.

Non mi sembrano parole rassicuranti. A Roma infatti le preoccupazioni e le lamentele restano forti, perché, dicono i sindacati, sono in genere "le prede" a pagare lo scotto maggiore. In ogni caso, lamentano: "Sono i lavoratori che pagheranno il conto di una fusione che dal punto di vista industriale non ha senso".

A preoccupare di più i dipendenti della banca romana è soprattutto un eventuale trasferimento nei centri di Milano o Bologna. Complessivamente i dipendenti della nuova Unicredit saranno oltre 170.000 (30.000 è l'apporto di Capitalia, con i quali i dipendenti italiani del nuovo gruppo raggiungeranno complessivamente quota 65.000). Degli attuali 142.000 dipendenti di Unicredit, il 25% è collocato in Italia, il 18% in Germania, l'8,6% in Austria, il 17,9% in Polonia, il 10,7% in Turchia e il rimanente 19% circa negli altri paesi dell'Est Europa.

La prima scrematura di personale avverrà interamente sulla piazza di Roma ma è vosimile che possano esserci disponibilità all'uscita da parte dei bancari di Unicredit. Il gruppo di Piazza Cordusio infatti fino ad oggi non ha mai fatto ricorso al Fondo e ha sicuramente un bacino di addetti in grado di accedere all'ammortizzatore sociale di categoria. RICORDO che il Fondo per il sostegno al reddito dei bancari consente l'uscita anticipata dei dipendenti ai quali mancano fino a cinque anni per il pensionamento. .

Gli esuberi complessivi della fusione Unicredit-Capitalia saranno comunque determinati solo con il prossimo piano industriale del nuovo gruppo. SPERIAMO BENE.





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