Vacanze rovinate? Ecco come recuperare i vostri soldi. La guida per esercitare i propri diritti Per molti italiani sono finite le ferie ma per tanti la tanto attesa vacanza purtroppo è stata rovinata da piccoli o grandi inconvenienti attribuibili a tour operator, alberghi oppure alle compagnie aeree.
Secondo la classifica stilata dal Codacons sono infatti oltre 11.000 le segnalazioni degli italiani sui disservizi subiti su - senza dubbio - ha inciso negativamente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce “trasporti” con il 32%, al primo posto delle segnalazioni, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti.
COME ESERCITARE I PROPRI DIRITTI
Il Codacons ricorda a chi ha acquistato un pacchetto turistico come esercitare i propri diritti in caso di vacanza rovinata.
Innanzitutto i consumatori devono richiedere, ai sensi dell'art. 49 del Codice del Turismo (Decreto Legislativo 23 maggio 2011, n. 79), il risarcimento dei danni subìti inviando all'organizzatore del viaggio una raccomandata a.r. entro e non oltre 10 giorni lavorativi dal rientro.
L'associazione sottolinea che nella raccomandata non c'è bisogno di quantificare subito il danno. In ogni caso l'invio della raccomandata o il reclamo in loco non sono obbligatori ai fini dell'ottenimento di un risarcimento del danno. Infatti, secondo una recente sentenza della Cassazione, sono «previsioni a favore del consumatore, lontane dallo stabilire oneri e decadenze a carico dello stesso.
Il reclamo in loco è volto a consentite di porre rimedio alle inadempienze; il reclamo con raccomandata è facoltativo: è volto alla denuncia degli inadempimenti al fine di favorire la soluzione della controversia in via stragiudiziale». Ai consumatori certi di avere avuto le ferie rovinate il Codacons si offre di scrivere direttamente la raccomandata «visto che spesso alle lettere del singolo consumatore i tour operator non rispondono o lo fanno con una lettera standard uguale per tutti in cui si respinge la richiesta di rimborso, in modo da scoraggiare il consumatore nella sua giusta pretesa».
«Conservate tutta la documentazione del torto subito (molto utili le fotografie ed i filmini fatti, scontrini per spese varie). Non buttate - prosegue il 'Decalogò il catalogo: vale per dimostrare le promesse non mantenute».
Soprattutto «non rinunciate all'azione legale: è sempre possibile rivolgersi ad un giudice chiedendo il risarcimento del danno subito, sia patrimoniale (il rimborso dei costi sostenuti per servizi non resi), sia morale, il cosiddetto 'danno da vacanza-rovinatà, sancito dall'art. 47 del Codice del Turismo e correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all'irripetibilità dell'occasione perduta». «Se non si ottiene soddisfazione o per consigli potete fissare un appuntamento con le nostre sedi legali, telefonando all' 892 007. 29 / 08 / 2012
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