Mutui: effetti positivi dalla discesa dei tassi di interesse. Risparmi da oltre 150 euro mensili
Finalmente buone notizie per chi ha un mutuo a tasso variabile: la discesa dei tassi Bce e il “crollo” del tasso Euribor - il tasso per i depositi interbancari a cui è indicizzata la maggior parte dei mutui a tasso variabile – permette ai mutuatari un risparmio mensile di almeno 175 euro per chi ha contratto un mutuo da 100.000 euro a 30 anni (vale a dire circa 2.100 euro l'anno).
Valori che salgono ovviamente all'allungarsi della durata del mutuo e dell'importo del finanziamento, fino a raggiungere un bonus di 330 euro per quelli da 200.000 euro a 30 anni.
Dal primo gennaio è entrata in vigore la disposizione contenuta nel decreto anti-crisi approvato a fine novembre che introduce un tetto del 4% alle rate del mutuo a tasso variabile, al di sopra del quale interviene lo Stato accollandosi la differenza di interessi.
Una disposizione che si applica per tutto il 2009 alle rate dei mutui in essere prima del 31 ottobre 2008 e che, al momento della sottoscrizione, prevedevano un tasso inferiore a questa soglia: in linea di massima cioè quelli stipulati fra il 2003 e metà 2006.
In questo modo, ad esempio, un mutuo trentennale da 100.000 euro contratto nel 2003 ad un tasso dell'1,96% con uno spread del 2%, oggi sconterebbe un interesse del 4,69%, con una rata di 518 euro.
Il mutuatario, con il tetto del 4%, pagherà soltanto 478 euro (risparmiando quindi 40 euro), mentre la differenza finirà a carico dello Stato.
Da gennaio, inoltre, è ulteriormente cresciuto il paniere dei mutui indicizzati al tasso di riferimento della Bce.
Il vantaggio è quello di una maggiore stabilità, visto che l'aggiornamento avviene al massimo su base mensile, mentre l'Euribor viene quotato ogni giorno in Borsa, e di un andamento storicamente inferiore di 15-25 punti base rispetto all'Euribor stesso.
Il rovescio della medaglia è rappresentato dallo spread, visto che si viaggia su valori compresi fra l'1,5% ed il 2% e comunque superiori a quelli applicati dalle stesse banche ai propri mutui indicizzati all'Euribor.
DA RICORDARE
Dal primo marzo entrano in vigore le disposizioni di Bankitalia che obbligano le banche a predisporre un documento che faccia chiarezza sui dati relativi a tasso di interesse e spread applicati, alle modalità di ammortamento ed alla periodicità delle rate. Un documento che dovrà venire inviato anche ai vecchi mutuatari.
12 / 01 / 2009
Per contattare la redazione del sito Finanzautile scrivere all'indirizzo email RICCARDOCAPANNELLI@libero.it