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Tasi-Imu è caos. Aliquote, scadenze e calcolo. Ipotesi slittamento

Continua il caos sulla tassazione degli immobili ed in particolare sulla Tasi, la tassa sui servizi indivisibili comunali che, insieme alla Tari e all’Imu, costituisce la IUC, l’imposta sulla casa introdotta dalla legge di stabilità 2014, la legge n. 147 del 2013.

I dubbi derivano dal possibile slittamento a luglio della scadenza ultima per le delibere comunali con le aliquote Tasi 2014 (invece di aprile).

Se lo slittamento diventasse definitivo, il risultato sarebbe il seguente: i proprietari di immobili dovrebbero versare in sede di acconto di giugno una somma calcolata con le vecchie regole e poi effettuare un conguaglio presumibilmente al saldo di dicembre.

Quali sarebbero le vecchie regole? Probabilmente quelle previste dalla Legge di Stabilità, che ha istituito la TASI stabilendo un’aliquota standard allo 0,1%.

QUALI SCADENZE?

Il termine per il pagamento dell’acconto è il 16 giugno ma i Comuni hanno margine discrezionale: in linea generale, possono prevedere due rate nel corso dell’anno, di cui una entro il 16 giugno. Ma potrebbero anche decidere il pagamento in un’unica soluzione, sempre con termine 16 giugno. Ma anche questa sembra un’ipotesi remota, visto che rischiano di non essere pronte nemmeno le delibere con le aliquote.

REBUS ALIQUOTE E DETRAZIONI

Il nodo centrale resta quello del costo e di come calcolare la tassa. Lo 0,1% è l’aliquota standard (comma 676), che gli enti locali possono azzerare o alzare fino allo 0,33%. Questo tetto massimo è fissato dal succesivo Dl 16/2014, che prevede un’ulteriore margine dello 0,08%, applicabile a prime case o altri immobili.

Traducendo: le prime case pagheranno la in base a un’aliquota fissata dai Comuni, che potrà andare da zero allo 0,33%.

Gli immobili diversi pagheranno una somma di Tasi-Imu che non potrà superare l’1,14%.

Ricordiamo che la maggiorazione fra lo 0,01 e lo 0,08 applicabile alle aliquote che potrebbe essere decisa dai Comuni dovrà produrre (obbligatoriamente) delle detrazioni sulle fasce più deboli.

Ricordiamo che con la vecchia Imu erano pari a 200 euro, più 50 per ogni figlio. Con la nuova Tasi è un rebus. Ogni Comune decide per se. Esiste quindi il rischio che chi non pagava nel 2012 possa essere chiamato alla cassa.

26 / 03 / 2014


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