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Titoli di stato: investire nei BTpi

Con l'inflazione che rialza la testa sono tornati sugli scudi i titoli di Stato indicizzati all'Istat.

COME FUNZIONANO

I BTpi (titoli di Stato italiani indicizzati) sono strumenti finanziari che rappresentano una valida protezione di lungo periodo e consentono di battere l'inflazione, quando sono tenuti in portafoglio fino a scadenza.

I titoli offrono una cedola che ogni anno cresce sulla base del carovita e in più garantiscono a scadenza un capitale rivalutato secondo l'inflazione del periodo.

QUANTO RENDONO OGGI

Il BTpi con scadenza nel 2014, per esempio, agli attuali prezzi di mercato offre un rendimento netto a scadenza reale del 2,31% e nominale del 6,42 per cento.

Si tratta di un risultato piuttosto interessante in quanto un classico BTp di pari durata, a scadenza, oggi offre un risultato molto inferiore: 4,15% nominale netto.

Naturalmente l'esito finale del confronto dipenderà dalla possibilità che l'inflazione rilevata nel futuro sia superiore o inferiore a quella implicita nel prezzo dello strumento indicizzato. Attualmente il differenziale di rendimento tra la versione indicizzata e l'emissione ordinaria sconta un'inflazione da qui al 2014 di poco meno del 3% annuo, quindi inferiore a quella recente. Ma se si ritiene che nei prossimi anni la dinamica dei prezzi sarà superiore, la versione inflation-linked è da preferire, ma in caso contrario la scelta dovrebbe cadere su un'obbligazione tradizionale.

I PRODOTTI

Un prodotto che sta riscuotendo un certo successo è il buono fruttifero postale legato all'inflazione (BPFi).

Una soluzione ideale per chi ha delle piccole cifre da investire, in quanto entrano in gioco anche i costi che il risparmiatore deve sostenere per sottoscrivere l'investimento.

I BPFi sono sottoscrivibili anche con 250 euro, senza dover sostenere alcun costo di custodia titoli e di invio di estratti conto. Ogni mese la Cassa Depositi e Prestiti emette una nuova serie a condizioni diverse. La I31, in vigore dal primo agosto, offre un rendimento reale annuo crescente nel tempo, che al decimo anno si assesta all'1,2% lordo.





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