Turismo: Italia poco competitiva. Ci supera anche l’Estonia
Incredibile: siamo la nazione al mondo con il maggior patrimonio culturale, MA siamo agli ultimi posti per competitività dei prezzi e con tanti punti dolenti dalle normative, all'ambiente, ai trasporti.
E’ questa la triste fotografia scattata dal rapporto “Travel and Tourism Competitiveness” del World Economic Forum: l’Italia del turismo figura solo al 28esimo posto su 130 Paesi nel rapporto, battuta da tutti i maggiori concorrenti europei.
Come nel 2007, ai vertici della graduatoria si piazzano Svizzera, Austria e Germania, seguiti da Australia, Spagna, Gran Bretagna, Usa, Svezia, Canada e Francia. Più competitivi dell'Italia sono anche l'Islanda (11esima in classifica), la Danimarca (13), il Portogallo (15) e il Lussemburgo (20) e via elencando fino all'Estonia (26) e al Belgio (27).
A relegare l'Italia tra le maglie nere per i prezzi è un mix fatto da peso delle tasse (126esimo posto), prezzi del carburante (124esimo), parità di potere d'acquisto (107) e prezzi degli alberghi (106).
COSA NO VA
Ecco - il lungo elenco - di cosa pesa sul Belpaese
- Caro-prezzi (124esimo posto al mondo)
- Contesto normativo che poco favorevole e restrittivo soprattutto per gli investimenti esteri (109esimo)
- Scarso peso dato al turismo nelle politiche del Governo (97esimo)
- Infrastrutture di trasporto stradale bisognose di miglioramenti e qualche preoccupazione sul fronte della sicurezza (81esimo posto).
- Trasparenza della politica governativa (108esimo posto)
- Sostenibilità ambientale dello sviluppo turistico (113esimo)
- Inquinamento (91esima per emissioni di anidride carbonica)
- Incidenti stradali (104esimo)
- Efficacia del marketing (103esimo)
- Rigidità del lavoro (127esima per le pratiche di assunzione e licenziamento)
- Spesa pubblica destinata al turismo (57esima)
- Trasporti: 51esima posizione per la qualità delle strade e si ferma alla 52esima per le ferrovie, scende alla 97esima per i porti e alla 70esima per la qualità complessiva del trasporto nazionale.
- Sul fronte aereo, abbonda più la quantità (quinto posto per il numero di compagnie aeree) che la qualità (71esimo per le infrastrutture).