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Governo Monti: ultime ore prima della manovra. Ecco i punti fermi. Bufera sulle pensioni

Il via libera della manovra del governo Monti che arriverà lunedì 5 dicembre sul tavolo del CdM ci sarà entro Natale.

Una manovra, che si basa su i cardini del rigore - crescita - equità, sarà rivolta alla correzione dei conti pubblici e alle riforme strutturali per favorire la crescita.

Il governo sta limando i provvedimenti: in primo piano sempre casa e pensioni.

Per quanto riguarda la fiscalità immobiliare si ipotizza un ritorno dell'Ici ma che potrebbe essere progressiva, in qualche modo agganciata al reddito o al numero degli immobili. E comunque coordinata con la nuova Imu.

Sulle rendite catastali la via più rapida sembrerebbe quella di una rivalutazione secca del 15%. Sempre in materia di tasse, possibile il rincaro di 1-2 punti per le aliquote Iva del 21% (che passerebbe al 23%) e anche del 10% (all'11%). Occorrerà verificare se questo spostamento del peso delle tasse sulle cose potrà vedere da subito anche un principio di alleggerimento dell'imposizione sui redditi da lavoro e sulle imprese.

Per le pensioni si configura una stretta importante, dal blocco della perequazione automatica all'aumento degli anni di contributi (oltre i 40), dal contributivo pro-rata per tutti all'anticipo al 2012 della riforma che aggancia l'età pensionabile alle aspettative di vita. L'obiettivo è garantire la tenuta dei conti pubblici non solo nel medio-lungo periodo ma anche nel breve.

Il pacchetto dovrebbe poi essere completato da alcune misure per rilanciare le infrastrutture, per favorire le liberalizzazioni, per rendere più efficiente il mercato del lavoro. Su quest'ultimo fronte, tra i più delicati, Bruxelles continua a chiedere all'Italia una maggiore flessibilità non solo in entrata ma anche in uscita.

LA POLEMICA

Proprio sulla riforma delle pensioni e del lavoro si registrano i primi malumori; dai sindacati e da diversi partiti politici.

I sindacati fanno muro contro le ipotesi di riforma della previdenza. Dicono un chiaro no in particolare al possibile blocco della perequazione per la totalità delle pensioni in essere per il 2012 e alla possibilità che si alzi l'asticella oltre i 40 anni per i contributi necessari all'uscita dal lavoro indipendentemente dall'età.

E dubbi vengono avanzati anche dalla maggioranza che sostiene il Governo con il segretario del Pd, Pieruigi Bersani che sottolinea come il partito sia d'accordo su alcuni punti ma su altri no e che comunque il giudizio sarà dato sul «tasso di equità: chi ha di più - ha detto - deve dare di più».

La Confindustria, invece, si schiera con il governo: «Questo non è il momento di porre veti - dice il presidente Emma Marcegaglia - Qui bisogna salvare il Paese».

01 / 12 / 2011



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